Deafwiz

Description:

Schiavo dalla nascita al servizio dei nobili Fiele della Vendemmia, è stato tuttavia cresciuto con rispetto e dignità. Ora è guardia del corpo di Lisandro della Vendemmia, che serve con dedizione.

Bio:

Deafwiz era un bambino felice: e’ facile essere uno schiavo, quando si hanno 8 anni; e’ facile obbedire, quando non si ha neanche il concetto di liberta’.
Le escursioni dei padroni erano i suoi giorni preferiti: certo, la preparazione era faticosa, ma una volta in mezzo ai boschi c’era abbastanza poco da fare perche’ anche ai bambini degli schiavi fosse concesso di andare in giro a giocare. Era una bella giornata di fine estate, e Deafwiz stava inscenando una battaglia con tutti i figli degli schiavi di casa Vendemmia, quando il gioco fu interrotto da un grido proveniente dallo spiazzo dove si trovava la nobile famiglia.
Deafwiz si mise a correre verso la sorgente del crescente rumore e arrivato sul luogo vide una scena che avrebbe fatto parte dei suoi incubi per anni a venire: buona parte delle guardie di casa Vendemmia giaceva al suolo senza vita, il capo delle guardie era coperto di sangue e stava combattendo con quelli che sembravano banditi della foresta, mentre gli unici due sopravvissuti dei suoi uomini cercavano di radunare i nobili verso i pochi cavalli che ancora si trovavano nello spiazzo. Pochi degli schiavi ancora rimanevano nella radura e i genitori di Deafwiz erano tra questi: suo padre Mirion stava raccogliendo una spada dal corpo di una guardia, mentre sua madre Cynthia, vedendo i bambini sbucare dai cespugli, si era messa a correre verso di loro facendo cenno che fuggissero nella direzione dei nobili.
I banditi si rivelarono presto troppi anche per l’esperto combattente a capo delle difese familiari e mentre questi soccombeva, tre di essi si stavano avvicinando alla famiglia che ancora non era riuscita a fuggire, quando Mirion gli si paro’ di fronte brandendo la spada recuperata dal cadavere, mentre la moglie copriva la ritirata dei bambini. Il padre di Deafwiz non era certo un combattente, ma un uomo con una spada e’ sempre un uomo con una spada e il piccolo Deafwiz rimase stupito a guardare suo padre roteare la lama nell’aria tenendo a bada i due banditi. Pochi secondi dopo anche la coraggiosa Cynthia aveva raccolto una spada e faceva del suo meglio per supportare il marito nella difesa.
Ma presto i numeri e l’esperienza ebbero la meglio: la moglie prima e il marito poco dopo furono colpiti dalle lame avversarie e Deafwiz rimase impotente ad osservare i banditi infierire sui corpi dei genitori. Accecato dalla rabbia il piccolo schiavo si lancio’ verso i banditi, brandendo uno stiletto sfilato da un cadavere ai suoi piedi: il suo impeto su presto frenato da una lama, che fortunatamente era sufficientemente rovinata da limitarsi ad incidere un profondo solco sulla guancia del piccolo, gettandolo a terra piuttosto che proseguire piu’ a fondo. Il bandito stava per infierire su questa ennesima scocciatura, quando le rimenenti guardie, avendo avuto il tempo di riorganizzarsi dopo la fuga dei nobili, si lanciarono al contrattacco e riuscirono finalmente a disperdere i banditi, poco interessati a rimanere dopo la fuga dei nobili.
Il piccolo Deafwiz fu riportato alla villa e ricucito alla meno peggio, ma rimase a lungo in un profondo stato di shock. Gli altri schiavi della casa erano preoccupati che non si sarebbe mai ripreso, quando improvvisamente, a un mese di distanza dall’attacco, lo trovarono all’alba nel cortile mentre frustava l’aria con un ramoscello, come se fosse una spada. Da quel giorno Deafwiz si sottopose ad uno stretto regime di “allenamento”, che occupava la maggior parte del tempo non coperto dai suoi doveri di schiavo: estate, inverno, pioggia o sole, il giovane poteva essere visto brandire il suo bastone contro gli alberi della tenuta.
Per quanto la sua volonta’ fosse forte, quella del combattente non sembrava la strada piu’ adatta al giovane schiavo, che era certo piu’ portato per gli sforzi intellettuali (che raramente gli erano richiesti) piuttosto che il lavoro fisico che occupava la maggior parte delle sue giornate. Si rendeva ben conto di questo il vecchio precettore della casa, il cui fine intelletto piu’ di una volta aveva percepito lampi di intelligenza nel comportamento del giovane. Spinto da queste osservazioni, decise di mettere il giovane alla prova insegnandogli qualche piccolo rudimento di magia, che con suo gran diletto lo schiavo fu facilmente in grado di apprendere. Il vecchio saggio decise allora di proporre ai signori una sistemazione non convenzionale per il giovane: che gli fosse permesso di studiare all’accademia per apprendere le arti arcane. Spinti in parte da una strana forma di gratitudine nei confronti dei genitori, il cui coraggioso sacrificio aveva fatto guadagnare tempo prezioso per assicurare la salvezza della famiglia (per quanto nessuna gratitudine sia ufficialmente dovuta ad un semplice schiavo), e in parte dalla prospettiva di ottenere una fedele guardia di alto livello a basso costo, i signori della Vendemmia presero accordi con l’accademia perche’ il giovane Deafwiz potesse passare temporaneamente al servizio della stessa, con la possibilita’ di seguire alcune delle lezioni dal fondo dell’aula e utilizzare la biblioteca. Anche grazie all’intercessione del vecchio ex-studente, la richiesta fu accettata e cosi’ il giovane Deafwiz si trovo’ da un giorno all’altro a lavorare e studiare per apprendere le arti arcane.
Gli anni all’accademia furono molto duri, avendo a che fare con nobili che si sentivano insultati dalla presenza di uno schiavo nella loro classe. Ma Deafwiz era un ragazzo calmo e presto prendersi gioco di lui perse di interesse. In fondo a lui non interessava frequentare gli altri ragazzi: si trovava li’ per imparare e per diventare piu’ forte, per tenere fede alla promessa che aveva fatto in memoria dei suoi genitori: che sarebbe diventato forte e capace di difendere se stesso e i piu’ deboli. Gli unici casi di tensione avvenivano quando qualche ragazzino viziato decideva di spingere un po’ oltre i soliti maltrattamenti riservati alla servitu’; ma anche in quel caso Deafwiz era solitamente in grado di gestire la situazione con tranquillita’: bastava dirigere l’attenzione del nobile di turno su di se’, dopodiche’ la sua resistenza e le sue abilita’ erano solitamente sufficienti a stancare il bullo senza causare troppi problemi. Come risultato Deafwiz era ospite dell’infermeria piu’ spesso di qualunque altro studente, ma questo non lo spaventava di certo.
Alla fine degli studi, con capacita’ forse superiori a molti altri studenti, ma certo nessuna pergamena per dimostrarlo, Deafwiz torno’ alla villa dei Vendemmia, dove fu presto selezionato come guardia personale del giovane Lisandro, gia’ suo collega di studi all’accademia. Deafwiz e’ fedele a Lisandro, ma lo ritiene un altro nobilotto viziato, anche se non lascerebbe mai trapelare queste idee. Non ha in ogni caso particolari motivi per avercela col padrone, perche’ questo non e’ solitamente gratuitamente crudele coi suoi servi, a differenza di altri membri della famiglia. In qualche modo e’ grato dell’allenamento premanente che essere a fianco di Lisandro rappresenta.

NOTE:

Deafwiz e’ il nome completo (per uno schiavo e’ gia’ tanto avere diritto a quello).
Ha una larga cicatrice sulla guancia destra.
E’ generalmente taciturno.
Porta con se’ cocci degli ostrol di terracotta dei genitori (risultano dispersi nel combattimento).

Deafwiz

Una Storia Rossa di Marmo phiandark